IVANO TROISI

IVANO TROISI

INAUGURAZIONE
7 APRILE 2018 ore 18:30
DAL 7 APRILE
AL 20 MAGGIO 2018 —
con testi di Luca Beatrice e Alessandra Troncone


MATTEO MONTANI. UNFOLDING

MATTEO MONTANI. UNFOLDING

INAUGURAZIONE
19 NOVEMBRE 2017 ore 17:30
FINO AL 30 GENNAIO 2018 —

Matteo Montani è un artista noto ai più per la sua produzione pittorica su carta abrasiva, che lo vede protagonista da circa un decennio sulla scena artistica nazionale con i suoi quadri di paesaggi mentali e rarefatti sempre in bilico, sospesi tra un contesto di meditativa intimità e di apparizioni che si articolano in una dimensione rivelatoria. Per questo nuovo progetto alla Galleria Nicola Pedana l’artista propone un linguaggio rinnovato sia per tecnica che per contenuti iconografici.

La mostra, a cura di Alessandra Troncone, prevede la realizzazione di un wall drawing su uno dei muri della galleria utilizzando la tecnica della “pittura a scomparsa” (vanishing painting) per dar vita a figure che appaiono e scompaiono alla vista grazie a una particolare tecnica messa a punto dall’artista che prevede l’abrasione diretta su tavola o parete di strati successivi di colore, poi interamente nascosti dal bianco. Montani lascia dunque emergere le figure per poi ricoprirle di nuovo; il processo viene completato dalla presenza di un nebulizzatore d’acqua che, irrorando la superficie del muro, permette la loro “riemersione” e poi successiva “sparizione”, una volta asciugatasi la superficie. La realizzazione del wall drawing sarà accompagnata dall’esposizione di altre opere tutte facenti parte di questo ultimo ciclo nel quale l’artista per la prima volta si concentra sullo studio della figura umana, riflettendo sui temi della visione, della memoria e della transitorietà.

Matteo Montani è nato a Roma nel 1972

Nel corso della sua carriera ha collaborato in maniera continuativa con la Galleria L’Attico di Fabio Sargentini (2005/2017), esponendo anche con altre gallerie quali Marilena Bonomo a Bari, Sergio Casoli a Milano, Valentina Bonomo a Roma, Otto Gallery a Bologna e Luca Tommasi Arte Contemporanea.

Nel 2001 è vincitore del XL Premio Suzzara. Nel 2008 partecipa alla Quadriennale di Roma e tiene la sua prima mostra museale al MAR di Ravenna. Del 2011 è la sua prima mostra personale all’estero al Museum Am Dom di Wuerzburg in Germania, città che ospita anche una sua grande opera all’interno del Duomo. Nel 2013 è vincitore del premio speciale Orenio Michetti. Espone a New York nel 2010 e nel 2016, presso la Elkon Gallery. Nel 2015, a seguito della mostra personale Andarseneal Museo Andersen di Roma, la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea acquisisce una sua opera sperimentale: una scultura che, sciogliendosi, diventa un’opera bidimensionale.

Sue opere si trovano in prestigiose collezioni quali la Collezione Artefiera di Bologna, la collezione Unicredit e la collezione Vaf, oltre che in importanti collezioni private in Europa e negli Stati Uniti.


VITTORIO MESSINA. IN UN CERTO SENSO INFINITO

VITTORIO MESSINA. IN UN CERTO SENSO INFINITO

INAUGURAZIONE
25 MARZO 2017 ore 19:00
DAL 25 MARZO
AL 22 MAGGIO 2017 —

In un certo senso infinito vuole essere un titolo di una mostra, ma anche una provocazione intellettuale, un modello visivo, una comunicazione estetica, un’affermazione che sollecita domande.

Cosa si nasconde nel certo di un senso infinito?

Certo come certezza o, al contrario, come modo in(de)finito e vago di esprimere un significato?

E senso allude all’aspetto sensibile dell’esperienza, quello appunto dei sensi, o al significato, alla direzione? Come se esistesse un senso dell’infinito, una direzione infinita?

Tutto dipenderà appunto da come interpreteremo l’infinito compreso nel titolo. Concetto di per sé impensabile nella sua interezza, proprio perché senza fine e quindi senza limiti per esseri finiti e limitati come noi, l’infinito lo possiamo solo dire o scrivere, simboleggiare (∞), avviare in sequenze numeriche (1…3…5…7…11…13…), ma mai fisicamente contenere.

Vittorio Messina è un artista a cui piace sfidare inafferrabili e sottili inquietudini, praticando installazioni che vogliono spingersi oltre la loro pur oggettiva materialità costruttiva. Le sue opere sono tentativi di uscire dalla gabbia del pensiero razionale, dalle ovvietà dei dati sensibili, dai dogmatismi del trascendente, anzi ambiscono in un certo senso a fondere razionalità-sensibilità-metafisica nell’opera d’arte.

Oltre la metafora, oltre l’analogia, forse l’opera di Vittorio Messina è da sempre in cerca di un’estetica basata proprio sull’in un certo senso, essenza stessa dell’Arte, che è a sua volta un concetto inafferrabile, non delimitabile, illimitato.

Ovvero, in un certo senso, infinito.

Testo di Marco Tonello