Kyle Austin Dunn

Kyle Austin Dunn
“Motto”
Opening 27 aprile ore 18.00
Dal 28 aprile al 22 giugno 2024 Galleria Nicola Pedana, Caserta, Italia

La galleria Nicola Pedana è lieta di presentare “Motto”, prima mostra personale europea del giovane artista californiano Kyle Austin Dunn.

Con il termine “motto” generalmente si intende, sia nella lingua inglese che in quella italiana, una parola o un termine che viene collettivamente e socialmente riconosciuto e condiviso da un gruppo di individui. La storia nel corso del suo tempo ha fornito svariate parole con le quali si sono racchiusi concetti, ideologie e pensieri. Esse hanno avuto un’importanza tale nella vita delle persone che sono state fonte di ispirazione e dalle quali si sono fatte condurre. Da questo concetto prende forma l’opera dell’artista che attraverso la sua poetica, permette di esplorare in modo più approfondito l’essenza stessa del concetto di “motto” e di come esso possa influenzare e guidare l’individuo.

I suoi dipinti sono caratterizzati da una vibrante energia e una profonda ricerca di equilibrio tra forma e colore. Le linee che si intrecciano e si sovrappongono creano un’intensa varietà di tonalità e forme, che si fondono in un armonioso insieme tridimensionale. L’ artista opera sulla tela come una macchina precisa e meditata, sviluppando per ogni linea un criterio, una dimensione che vive in relazione alle altre. Il risultato è estremamente ottico, distopico e illusionistico. Come onde, vibrazioni e drappeggi la cui composizione sembra muoversi sotto il nostro sguardo. Attraverso la sua espressione artistica, riesce a trasmettere un senso di universalità e condivisione delle esperienze umane, grazie alla capacità di creare un linguaggio visivo comune che parla direttamente al cuore e alla mente dello spettatore. Come il motto, le forme realizzate dell’artista si fanno espressione di un qualcosa di collettivo; lo sguardo così si omologa nell’atto interpretativo e sensoriale, indipendentemente dal punto di vista prospettico.

Kyle Austin Dunn si conferma così come un talento emergente nel panorama artistico contemporaneo, capace di trasformare concetti astratti in opere visive coinvolgenti e suggestive.

La mostra pensata e progettata per gli spazi della galleria, si presenta come un fiume di colori, linee e forme in cui ognuno può trovare il proprio spirito guida, il proprio motto.


Armonie Sintetiche - Roberto Pugliese

Domenica 17 dicembre dalle ore 17.00 la Galleria Nicola Pedana è lieta di ospitare la mostra personale di Roberto Pugliese (Napoli, 1982) dal titolo Armonie sintetiche, accompagnata da un testo critico di Chiara Pirozzi.

La mostra Armonie sintetiche è concepita come un percorso attraverso le opere più recenti di Roberto Pugliese in cui è resa evidente l’incessante ricerca dell’artista nelle possibili forme di estetizzazione del suono che – nel mettere a dialogo analogico e digitale, tradizione e innovazione tecnologica – sono capaci di generare nuove visioni e inediti processi esperienziali. Nei suoi lavori, Roberto Pugliese coniuga sapientemente le sperimentazioni nel campo della composizione di musica elettronica e contemporanea con la pratica visiva e scultorea, giungendo alla realizzazione di opere in grado di modellare lo spazio grazie alla duplice componente sonora e installativa.

Il percorso espositivo presenta alcune opere del ciclo intitolato Strumenti aumentati in cui alcuni dispositivi musicali tradizionali – come violini,

mandolini e chitarre – sono modificati dall’artista mediante particolari trombe realizzate con la stampa 3D che, come dei risonatori, amplificano e alterano la partitura composta dall’artista proveniente dallo speaker posto all’interno dello strumento.

La ricerca sulla possibilità di trasformare le onde sonore in scultura e viceversa rappresenta il comune denominatore del ciclo di opere intitolato

Partitura possibile in cui Pugliese, a partire da un collage di spartiti musicali, opera una stratificazione di piani costituita da disegni e piccole sculture dalle forme biologiche sospese fra i piani grazie a tensostrutture e che rappresentano l’immagine bidimensionale e tridimensionale della composizione sonora realizzata dall’artista.

La mostra presenta inoltre diverse installazioni ripensate e riprogettate dall’artista appositamente per gli spazi della galleria come Fluide propagazioni alchemiche in cui Pugliese sperimenta le differenti propagazioni del suono in diversi liquidi all’interno di ampolle e alambicchi e come Soniche visioni olografiche dove una serie di proiettori olografici, progettati e stampati 3D dall’artista, intrecciano visioni sospese e sonorità create ad hoc mediante processi “audio reactive”.

Armonie sintetiche propone un viaggio esperienziale attraverso la ricerca artistica di Roberto Pugliese che ingaggia e coinvolge il pubblico attivando un dialogo costruito da immagini armoniche e luoghi sintetici.

 


ANIMAL SYMBOLICUM

Opening
Sabato 11 Novembre 2023 h 18.00

P.zza G. Matteotti, 60 – Caserta CE

Sabato 11 Novembre, la Galleria Nicola Pedana inaugura una mostra collettiva dal titolo ANIMAL SYMBOLICUM, con gli artisti Arno Beck, Fabrizio Cotognini, Federica Di Carlo, Alessandro Giannì, Eric Pasino, Giulia Querin e Caterina Silva.

La molteplicità delle ricerche che caratterizza le opere degli artisti è tenuta insieme dalla linearità di una nuova lettura proposta: quella dell’universo simbolico che emerge dai lavori esposti, in dialogo tra loro negli spazi della galleria.

L’essere umano, la bestia, l’iconografia sacra, l’utilizzo “magico” della tecnologia o della scienza, emergono nelle opere come forme simboliche, generando un discorso sull’iconologia che riflette, come davanti ad uno specchio, il ruolo interpretativo dello spettatore.

La mostra è accompagnata da un testo essoterico di Giuliana Benassi.


Vickie Vainionpää: Metamorphoses

Vickie Vainionpää: Metamorphoses

Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio (CE)

Opening Saturday 27th of May 2023 at 6:00 pm  From the 28th of May to the 15th of July 2023

La Galleria Nicola Pedana presenta Metamorphoses, la prima mostra personale istituzionale della pittrice canadese Vickie Vainionpää presso il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

È stato il teorico dei media americano John Culkin a esclamare “Noi modelliamo i nostri strumenti e successivamente i nostri strumenti ci modellano” – non ci può essere affermazione migliore che racchiuda l’intento della pratica di Vainionpää. Attraverso la combinazione di software digitali generativi e tradizionali processi di pittura a olio, Vainionpää offre un’indagine unica sulle espansioni contemporanee, e dunque possibilità, della continua vitalità dell’arte astratta.

Gli strumenti sono entrambi sia soggetto che processo nella pratica di Vainionpää, per cui le forme biomorfiche simulate sono dettate dal caso, nella forma di un linguaggio del computer.

Queste morfologie quasi organiche sono scrupolosamente manifestate come tele a olio su larga scala, colmando le obsolete opposizioni binarie di analogico e digitale attraverso un’abile fusione di tecnologie tradizionali e all’avanguardia; un’estetica che Vainionpää stessa definisce astrazione assistita da computer.

Il titolo della mostra, Metamorphoses, è un’allusione non solo ai processi di traduzione utilizzati nell’opera dell’artista, ma anche al rapporto in continua evoluzione che la pittura ha condiviso con le tecnologie del suo tempo; la singolare location espositiva conferma e consolida questo fatto.

La vita precedente del Belvedere San Leucio come fabbrica di produzione di seta nel XVIII secolo utilizzava le tecnologie più avanzate dell’epoca; nella pratica pittorica di Vainionpää riecheggiano in modo appropriato questi collegamenti temporali e spaziali, in cui i temi della tecnologia e del progresso intrecciano storie e narrazioni tra luogo, artista e processo. Più direttamente, tuttavia, le opere in questa mostra fanno riferimento al poema epico di Ovidio Metamorfosi, in particolare al Trionfo di Bacco e Arianna, una scena che adorna il soffitto della Grande Sala da Pranzo in un affresco del pittore neoclassico italiano Fedele Fischetti. In quella che potrebbe essere definita una rivisitazione post-digitale di Fischetti, la serie Gaze di Vainionpää (2022-oggi) risponde all’ affresco Leuciano utilizzando un software di tracciamento oculare per tradurre direttamente il proprio sguardo in un’opera fatta di curve, linee e di Bézier visualizzate; l’atto stesso di guardare, attraverso il conferimento tecnologico, funge da un canale di interpretazione e trasformazione.

Dando forma e prendendo forma dagli strumenti e dalle tecnologie del suo tempo, Vainionpää dà una risposta alla straordinaria location e al contesto del Belvedere di San Leucio trasformando così i temi della tecnologia, dell’origine, del luogo e del processo.

Testo di James Frew.

ENGLISH TEXT

Vickie Vainionpää: Metamorphoses

May 20th, 2023 – TBC

Nicola Pedana Gallery presents Metamorphoses, the first institutional solo show by Canadian painter Vickie Vainionpää at the UNESCO World Heritage Site of The Belvedere San Leucio.

It was the American media theorist John Culkin who exclaimed “we shape our tools and thereafter our tools shape us” – there can be no greater statement which encapsulates the scope of Vainionpää’s practice. Through her combination of generative digital software and traditional oil painting processes, Vainionpää offers a unique investigation into the contemporary expansions, and indeed possibilities, of abstract art’s continued vitality.

Tools are both subject and process in Vainionpää’s practice, whereby simulated biomorphic forms are dictated by chance, in the form of a computer script. These quasi-organic morphologies are painstakingly manifest as large-scale oils on canvas, bridging the outdated binary oppositions of analogue and digital through an adroit amalgamation of traditional and cutting-edge technologies; an aesthetic Vainionpää herself refers to as computer-assisted abstraction.

The title of the show, Metamorphoses, is an allusion not only to the translative processes used in Vainionpää’s work, but to the ever-evolving relationship painting has shared with the technologies of its time; the unique exhibition location confirms and consolidates this fact. The Belvedere San Leucio’s former life as a silk production factory in the 18th century employed the most advanced technologies of the time; aptly echoed in Vainionpää’s painting practice are these temporal and spatial linkages, whereby themes of technology and progress weave together histories and narratives between place, artist, and process. More directly, however, works in this exhibition reference Ovid’s epic poem Metamorphoses, specifically, the Triumph of Bacchus and Ariadne, a scene which adorns the Grand Dining Room ceiling in a fresco by the Italian Neoclassical painter Fedele Fischetti. In what could be termed a Post-digital reimagining of Fischetti, Vainionpää’s Gaze series (2022 – Present) responds to his San Leucio fresco by utilising eye-tracking software to directly translate her own gaze of this work into visualised Bézier curves and lines; the act of gazing itself, through technological allowance, functions here as a conduit of interpretation and transformation.

Through shaping, and being shaped by, the tools and technologies of her time, Vainionpää’s response to the stunning location and context of The Belvedere San Leucio metamorphoses themes of technology, lineage, place, and progress.

Words by James Frew.             


Tommy Camerno Charming Daydream

Tommy Camerno

Charming Daydream
Exhibition text by Joseph Henry
Opening Saturday 4 March 2023
5 March – 29 April 2023
 


INTERLOCKING COLORS - Group show

INTERLOCKING COLORS – Group show
Moritz Moll, Gian-Martino Cecere, Kyle Austin Dunn, Federico Polloni, Lisa Ouakil
Opening sabato 17 dicembre 2022 ore 18.00
dal 18 dicembre al 28 gennaio 2023
con un testo critico di Chiara Pirozzi

“Il percorso espositivo concepito appositamente per gli spazi della Galleria Nicola Pedana descrive un andamento circolare in cui si alternano figurazione e astrazione, forme geometriche ed espressive, natura ed artificio, simboli arcaici e tracce contemporanee. Interlocking colors rappresenta un affondo nel linguaggio della pittura così come viene intesa e rielaborata dalle ultime generazioni di artisti che, come dimostra l’esposizione, seppur distanti per formazione ed esperienze, sono accomunati da esigenze, temi e ricerche omogenee al punto da incastrarsi, come suggerisce il titolo della mostra, in un meccanismo formale e contenutistico che rende il dialogo fra le opere necessario, fluido e urgente. […]

Interlocking colors è un viaggio nella pittura contemporanea attraverso lo sguardo di cinque giovani artisti che nel percorso fra astrazione e figurazione decostruiscono le specificità del medium pittorico attraverso la messa in discussione delle categorie trans-storiche di superfice, disegno e colore, andando così a intrecciarsi reciprocamente sul ring della pittura, nel suo costante ripensamento come linguaggio tradizionale nella più stringente contemporaneità. 

[Estratto dal testo critico di Chiara Pirozzi]


Vittorio Messina - Mappe del tempo

La Galleria Nicola Pedana ha il piacere di presentare la seconda mostra personale del maestro Vittorio Messina in galleria. Inaugura sabato 11 giugno alle ore 18:00 MAPPE DEL TEMPO dalla Collezione agli esiti delle Nuove Emergenze. Già nel titolo l’artista ha voluto esprimere la divergenza di fondo che spesso anima la dialettica della creazione. Le Mappe infatti, come è noto, sono rappresentazioni a scala grande e dettagliata di terreni, di cui sono indicate strade, percorsi e camminamenti anche impervi, che permettono al viaggiatore, all’esploratore -e quindi anche al fruitore di una mostra come questa- di orientarsi. Si tratta di un termine eminentemente empirico, che evidenzia una precisa asimmetria col termine successivo, il TEMPO. Con il Tempo infatti, si mette in atto uno scatto netto e improvviso, una sorta di cambiamento del punto di vista che muta la natura stessa dell’evento in questione. Si tratta di una associazione sghemba poiché “tempo” è un corpo senza sostanza, lo possiamo misurare, ma mai definire. Esso permea di sé la vita dell’universo intero, ma nell’istante in cui si decide di parlarne, diventa difficile perfino la scelta di un lessico adeguato. La sua è una misteriosa astrazione in cui il pensiero da sempre stenta ad orientarsi, e tuttavia, nella divergenza semantica dei due termini, l’artista sembra concentrare ed esprimere la fiducia che il lavoro dell’arte possa compiere il miracolo di una qualche epifania, cioè una rivelazione destinata ai sensi dell’umano, a tutto quanto ci appartiene. É in questa prospettiva che Vittorio Messina, con questa mostra introduce ad una serie di “Spostamenti” che, dalle prove di una maturità precoce -con gli storici “Acrilici del 1967- e attraverso le complessità degli anni Settanta e oltre la definitiva cesura della Grande Muraglia Cinese (1978/1979)- giunge alle Rovine, alle grandi “Cosmografie” su tela, ai Piombi dorati e alle grandi opere multimediali estesenella più recente attualità del suo lavoro.


Krzysztof Grzybacz

La galleria Nicola Pedana è lieta di annunciare la prima mostra personale in Italia dell’artista polacco Krzysztof Grzybacz dal titolo “Windowless car”, a cura di Domenico de Chirico. Tra gli ultimi decenni del XVIII e la prima met  del XIX secolo, a partire dall’Inghilterra, mediante la cosiddetta Rivoluzione Industriale, si assiste all’avvio del processo di crescita e di sviluppo economico, di innovazione tecnologica, di profonda trasformazione dell’apparato socio-culturale e di industrializzazione, a livello globale, del macrosistema e di tutto l’apparato sociale. Ed è durante tale periodo, che, mediante innumerevoli discussioni, esperimenti poliformi, profonde riflessioni e progressi audaci, si instaura, insinuandosi rapidamente, quel momento in cui il rapporto che intercorre tra l’essere umano e l’inanimato si consolida e si articola complicandosi, tra idee progressiste e dinamiche imprevedibili. La questione, lunga secoli, rispetto alla complessità di tale binomio già stata innumerevoli volte indagata a fondo e risulta essere sempre più attuale, ma ci  che ci interessa e stupisce, in questo caso, il modo in cui sulla base di una simil aporia nasce e si dirama il nuovo corpo di lavori del giovanissimo artista polacco Krzysztof Grzybacz, classe 1993, qui riunito sotto il titolo di “Windowless car”. Grzybacz si domanda e ci chiede, in riferimento alla questione di depersonalizzazione dell’individuo, tra incomprensibilità , lussazione e alienazione tipici del tempo della società  di massa, quanto e come tutto questo possa riflettersi su ciascuno di noi e, per di più , in che modo una problematica di carattere collettivo possa agire rifrangendosi a livello individuale. Ciò che ne consegue è un viaggio alla scoperta di dipinti gentili ma al contempo fortemente contrastanti, caratterizzati da tratti vellutati, quasi offuscati, che richiamano tutti quei gas soffocanti, sia reali sia metaforici, riprodotti continuamente dalle macchine sempre più  inarrestabili e dai riflessi metallici più definiti, che l’artista abilmente e magistralmente ricrea, i quali rievocano gli scintillii tipici delle possenti strutture industriali. Ed ecco che il progresso si fa paradossalmente ammaliante grazie alle scelte cromatiche di Grzybacz, il quale spazia, tra gli altri, dalle gradazioni del viola al verde acido sino al giallo fluo. Si percepisce così il ritmo ticchettante e sulfureo proprio dell’industria con il suo corollario di macchine, tra colori che si presentano freschi e brillanti, dalle sfavillanti tonalità pastello, dai tratti morbidi e nitidi, caratterizzati da un gesto pittorico unico e immediato, goliardico, tipico di un esprit libre, positivista, poetico e dal sapore fiabesco. E allora, chi prender  il sopravvento? Silenti e consapevoli, seppur frastornati dalla cacofonia siderurgica e dal grigiore industriale che ci attorniano surclassandoci, non ci resta che riflettere osservando il mondo attraverso il finestrino di una macchina oppure semplicemente chiudendo gli occhi per poterlo ridisegnare esattamente cos  come vorremmo che fosse: quello di Krzysztof Grzybacz   certamente eterogeneo, in quanto a soggetti, poich  nulla esclude, ameno e cortese, bizzarro e fantastico, seppur non disconosce ciò  che è stato, che è e che sarà . Sabato 05 Marzo 2022, Milano

Domenico de Chirico


Mainolfi

Luigi Mainolfi / Mostra personale / 

“TERRA DEL FUOCO” (la forma della pittura, il colore della scultura V)

Galleria Nicola Pedana Caserta

Inaugurazione 11 dicembre 2021 ore 12:00 / 21:00

Dal 12 dicembre 2021 al 6 febbraio 2022

E’ gradita la prenotazione per visitare la mostra

TERRA DEL FUOCO (la forma della pittura, il colore della scultura V)

di Enzo Battarra

Era il 1972 quando un giovane artista di Rotondi, della vicina Valle Caudina, installava una sua personale, una delle prime, nella galleria d’arte Studio Oggetto di Caserta. Il titolo era “Mangiate Mainolfi VIII” e lui era proprio Luigi Mainolfi, l’ottavo a portare quel nome e cognome a Rotondi. L’anno dopo sarebbe partito per Torino e da lì avrebbe proseguito una sua eccezionale carriera, costellata di partecipazioni alle più importanti rassegne d’arte internazionali, come la Biennale di Venezia, e di mostre personali nei più prestigiosi musei di ogni Paese. Bene! Ora Luigi Mainolfi torna nella sua Caserta degli esordi per una nuova mostra personale, torna da artista consacrato. Ad accoglierlo la galleria Nicola Pedana, spazio espositivo che da anni ormai ha raccolto l’eredità dello Studio Oggetto di Massimo De Simone e sta portando alto il nome di Caserta negli scenari internazionali dell’arte contemporanea.

Come assessore alla cultura della città di Caserta non posso che essere felice per il ritorno in città di un’artista così straordinario, che sta curando personalmente l’allestimento della mostra e che parteciperà all’inaugurazione, pronto a incontrare i visitatori. Affascinante il titolo della personale, che è “Terra del fuoco”, cui si accompagnano le parole magiche di Luigi Mainolfi: “La forma della pittura, il colore della scultura”. E la mostra vivrà proprio dell’intreccio tra la sua scultura che inventa strutture plastiche zoomorfe, ovvero animaloidi fantastici, e la terracotta a parete, rossa come il fuoco che cuoce la terra. Il fuoco è per questo artista energia, vigore, creatività. È spirito sacro rubato dagli uomini agli dei, è calore, è luce, ma è anche materia da plasmare. Agli dei Luigi Mainolfi ha rubato il fuoco, ma al tempo stesso ha saputo dargli forma e consistenza. È come essere un’unica figura mitica, un po’ Prometeo, un po’ Vulcano.