APOCALYPSE

APOCALYPSE

INAUGURAZIONE

SABATO 26 OTTOBRE 2019 ORE 18:30
DAL 26 OTTOBRE
AL 6 DICEMBRE —

A cura di Valentino Catricalà

Artisti:
Antoni Abad, Richard Garet, Vittorio Messina, Matteo Montani, Nunzio, Roberto Pugliese.

 

Non viviamo in un'apocalisse? O, meglio, questa è la sensazione che ci circonda: quella sensazione di essere sul punto di vivere un cambiamento delle condizioni di vita dell'essere umano mai visto in precedenza. La nostra epoca si sta avvicinando a un modello sociale, economico e filosofico nuovo: un nuovo "atteggiamento ecologico". Un nuovo atteggiamento indagato come forza propulsiva dagli artisti in questa mostra, attraverso un ritorno di elementi naturali all'interno dei processi artistici e una indagine sulle nuove condizioni di esistenza dell'uomo.
Nunzio con i suoi legni bruciati e i suoi piombi da più di trent'anni indaga la linea sottile di separazione tra il forme e l'informe della materia naturale; o Messina che da anni rappresenta il nascosto delle nostre architetture industriali; Montani con i suoi orizzonti ideali; così come le sound art rappresentate da Roberto Pugliese e dall'artista americano Ricahrd Garet; dalla Spagna, lo storico artista Antoni Abad con le sue fotografie sul linguaggio dei sordomuti che ci indica il non visibile della nostra interiorità nei confronti dell'altro.
Nessuno probabilmente più degli artisti si è reso conto di quanto instabile sia la nostra dimora in un'epoca di certo sviluppo tecnologico, controllo sui nostri corpi e geni, calcolo e matematizzazione dell'esistente. Un concetto molto semplice che, tuttavia, può diventare una vera energia rivoluzionaria se messo in contatto con la profondità delle nostre sensazioni. Con il loro aspetto dirompente, queste opere ci mettono di fronte a una posizione di frontiera, quella linea sottile che definisce l'abitazione come un costirutto razionale e civile; diverso dalla condizione animale senza forma, pre-razionale.


SABRINA CASADEI. MONTEFANTASMA

SABRINA CASADEI. MONTEFANTASMA

INAUGURAZIONE

DOMENICA 26 MAGGIO 2019 ORE 18:00
DAL 27 MAGGIO
AL 20 LUGLIO —

Domenica 26 maggio alle ore 18.00 la Galleria Nicola Pedana è lieta di inaugurare Montefantasma, la prima personale di Sabrina Casadei (Roma, 1985) presentata negli spazi della galleria. La mostra è accompagnata da un testo critico di Chiara Pirozzi ed è visitabile fino al 20 luglio 2019.

Sabrina Casadei presenta un ciclo di lavori inediti che descrivono un percorso di ricerca avviato durante la residenza nel centro artistico NES di Skagaströnd in Islanda. L’artista muove le fila dall’immaginario sublime che nella storia dell’arte avvolge il tema del paesaggio nordico per tradurlo in visioni pittoriche astratte e minuziose, in cui la natura biomorfa del segno migra costantemente verso la descrizione di realtà trasognate e fantastiche.

Montefantasma raccoglie dipinti e installazioni di medio e grande formato che invitano lo spettatore a muoversi nello spazio, ciascuno con il suo tempo e ritmo, alla ricerca di una personale esperienza all’interno dell’immaginario proposto dall’artista; un paradigma visivo in grado di estraniare il familiare, raggiungendo così il perturbante.

La tavolozza cromatica scelta da Sabrina Casadei fonde sulla stessa tela note fredde e temi caldi come fossero correnti d’aria che si compenetrano alla ricerca dell’equilibrio termico; la medesima condizione di stato fisico è cercata e raggiunta dall’artista nella relazione con i luoghi ospitanti, che la conduce verso la realizzazione di opere che sono il frutto della descrizione psichica del paesaggio.

L’attrazione per l’ignoto unito a uno sguardo meravigliato sono i comuni denominatori dell’esperienza visuale proposta da Sabrina Casadei, che giunge alla creazione di immagini in cui il dato figurativo si perde al fine di sedimentarsi in forme lunari e marine, crateri e concrezioni, in continua compenetrazione. La pittura di Sabrina Casadei si muove, dunque, con gesti lenti e meditati in grado di creare texture fitte e materiche, generando un tratto filamentoso che descrivere micro e macro-universi, ricami artigianali o frattali naturali.

Montefantasma è il racconto di terre appena emerse o di paesaggi mentali nati dalla relazione fra il corpo dell’uomo e il corpo-natura in cui è la percezione climatica a scandire colori, flussi e innesti.

Sabrina Casadei nasce a Roma nel 1985 dove vive e lavora. Nel 2009 si laurea nella cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma. Successivamente si trasferisce a Berlino; ora si muove spesso fuori dall’Italia tramite programmi di residenze artistiche. Espone in mostre e fiere nazionali e internazionali, tra cui: 2019 Art Paris Art Fair, Grand Palais, Parigi, Francia; 2018 Selvatico (tredici) Fantasia – Fantasma, Palazzo Sforza, Cotignola (RA); No old thing under the sun (Solo), Eduardo Secci Contemporary, Firenze; MAPS, Societa’ Geografica Italiana, Villa Celimontana, Roma; UNTITLED Art Fair, San Francisco, Usa; 2017 Terre Emerse (Solo), Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma; Invisibili Connessioni – Punctum, Archivio Storico e Museo Italgas, Torino; Malerbe, Istituto di Cultura Austriaco, Roma; Landina, CARS, Omegna (VB); 2016 A Thousand Miles away-Residenze #2 (Solo), AlbumArte, Roma; Bølge (Solo), NKD, Dale Sunnfjord, Norvegia. Residenze: 2019 NES Artist Residency, Skagastrond, Islanda; 2017 Rotes Haus, Artist in residence Kunstsommer Moritzburg, Germania; 2016 NKD, Nordic Artists’ Centre Dale, Dale, Norvegia; 2014 Le CouveNt Artist in Residence, Le CouveNt, Auzits, Francia.


PIETRO PAOLINI. ALONG THE ROUTE

PIETRO PAOLINI. ALONG THE ROUTE

INAUGURAZIONE
16 MARZO 2019 ore 18:00
DAL 17 MARZO
AL 30 APRILE 2019 —

La Galleria Nicola Pedana è lieta di presentare Along The Route, la prima personale di Pietro Paolini negli spazi della galleria.
Dal 2004 al 2014 Pietro Paolini (Firenze, 1981) ha viaggiato attraverso il Sudamerica per osservare e immortalare il cambiamento sociale e politico in corso in Bolivia, Ecuador e Venezuela durante le presidenze di Evo Morales, Rafael Correa e Hugo Chavez. Ha camminato molto, attraversato stati, incontrato popoli ed etnie, tracciando il suo percorso documentaristico munito dell’unico mezzo in grado di costruire memoria, di consentirgli, attraverso il suo obiettivo, di accogliere, raccogliere e custodire quel che il giorno, la popolazione e gli eventi avrebbero offerto al suo sguardo e alla sua testimonianza.
Along the route, lungo la rotta, ha trovato molto più di ciò che stava cercando. Ha condiviso il viaggio con un intero continente: con i muratori di Caracas durante la costruzione di appartamenti destinati alla popolazione più povera in virtù del nuovo programma governativo “Mission Vivenda”; con il movimento di opposizione studentesca venezuelano nel corso degli scontri con la guardia nazionale; con i raccoglitori di conchiglie della baia di San Lorenzo sulla costa ecuadoregna; con i bullfighters e le cheerleaders di Quito; con i minatori di Cerro Rico in Bolivia, organizzatisi in cooperative dopo secoli di sfruttamento.
Nel documentare il paesaggio e la vita quotidiana nei paesi del nuovo socialismo latinoamericano, Pietro Paolini ha colto la fervente e rivoluzionaria complessità di questi territori, risaltando le contraddizioni di realtà socio-politiche in evoluzione, di popoli pronti ad iniziare cambiamenti radicali, lottando per il progresso e per la costruzione della loro identità contemporanee.
Grazie allo strumento fotografico, l’artista ha colto e descritto le realtà esistenziali di queste nazioni, intercettato la vita nel suo farsi, narrandone la concretezza e le incertezze future, costruendo un vero e proprio romanzo visivo: un racconto che rappresenta la vita intera, in tutte le sue implicazioni storiche, sociali, economiche, antropologiche e politiche; consegnandoci immagini pure, senza filtri, lontane dagli stereotipi occidentali: tracce di memoria del mutamento in atto, chiavi di lettura della società latinoamericana. “Queste immagini sono un viaggio attraverso il paese, in questo momento di cambiamento della coscienza popolare, senza sapere quale sarà il suo futuro, ma con la profonda convinzione che non si potrà più tornare indietro”.
Pietro Paolini è nato a Firenze nel 1981. Ha frequentato il corso triennale presso la Fondazione Studio Marangoni a Firenze nel 2005. Dal 2004 ha iniziato il suo interesse per la realtà del Sud America, con particolare attenzione i paesi del nuovo socialismo latino americano, Venezuela, Bolivia ed Ecuador. Nel 2006 fonda insieme ad altri quattro fotografi il collettivo TerraProject, che si occupa di tematiche sociali e geografiche italiane realizzando progetti collettivi di fotografia documentaria. Le sue fotografie sono state esposte in Italia e all’estero.
Collabora come free lance con molte riviste italiane e internazionali. Nel 2012 il suo lavoro “Bolivianas” viene premiato al World Press Photo 2012 con il secondo premio storie nella categoria Daily life. MOSTRE PRINCIPALI Balance on the zero- Cuizhenkuan Art Museum. Xi’An, China. June 2017. The two halves – Benaki Museum; Athen, Greece. June 2016. Caso Colectivo 11.227- MACRO museum; Rome, Italy, October 2105. The two halves– MACRO museum; Rome, Italy, September 2014. Balance on the zero- Savignano photo festival, Italy, September 2013. Bolivianas – Espace Transit; Montpelier, France, June 2012 NoNoise – Rencontre de Arles 2013; Arles, Franca, July 2012. NoNoise – Ego Gallery; Lugano, Switzerland, January 2012.
Bolivianas – Fondazione Marangoni Gallery; Firenze, Italy, June 2011. Bolivianas – Centro Forma; Milano, Italy, February 2010. Bolivianas – Centre d’Art Villa Tamaris – Marseille , France, September 2012. Bolivianas – VISA photo festival 2010; Perpignan, France, September 2010. E.CO 2010 – Centro cultural de Espana en San Paulo; Brazil, November 2010. Friendly fire – E.CO Exposicion, Antigua tabaqueria de Madrid; Spain, May 2010 Atopia #01 –Mandeep Gallery. Index Urbis Architecture Festival; Roma, Italy, 2010. PREMI & RICONOSCIMENTI LANDSKRONA foto dummy award 2018 Celeste Prise – Streamers 2016 Graziadei Award – MACRO ROMA 2014 M.Pesaresi award for contemporary photograpy 2013. World Press Photo 2012 – Daily life 2nd prize stories. Fujifilm Professional Choose Film Distinctions Awards 2011 Canon Italia Young photographers award 2009.
PUBBLICAZIONI “Il racconto onesto”, Contrasto 2015. “Laboratorio Italia” SiFest 2014. Pazzini Editore “Fotografia Festival Roma” 2015 Catalogue “Fotografia Festival Roma” 2014 Catalogue “4” TerraProject and Wu Ming. 2013 Self publishing “Novartis Campus for Artists”. Caltalogue 2013 “World Press Photo 2012” Catalogue “X years reflexion Mastercalss” – Actes Sud 2012 “Gente del Santerno, volti e storie di una vallata”, Contrasto 2011. “Vietato!”, curated by Giovanna Calvenzi and Renata Ferri, catalogue. 2011. “E.CO 2010” , catalogue. 2010. “Young blood 2010”, catalog of the best italian talented artist of the year. “Reign of fire”, catalogue. 2009.


VINCENZO RUSCIANO. SKYLINE

VINCENZO RUSCIANO. SKYLINE

INAUGURAZIONE
6 DICEMBRE 2018 ore 18:30
DAL 6 DICEMBRE 2018
AL 30 GENNAIO 2019 —

La Galleria Nicola Pedana è lieta di presentare Skyline, la prima personale di Vincenzo Rusciano negli spazi della galleria.
In questa occasione Vincenzo Rusciano (Napoli, 1973) presenta un nucleo di sculture inedite, dal titolo “Grafite”, che prendono le mosse dalla propria ricerca artistica degli ultimi anni, quella produzione dove la figurazione classica si mescola con gli utensili tratti dalla archeologia che rimandano a ciò che, fino a ieri, era il suo operare quotidiano. Elementi figurativi che però Rusciano non ha mai presentato per “intero” ma amputati, trasformando quella stessa limitazione, quella frammentazione, quella provvisorietà, in una sintesi di cifre distintive profondamente diverse, in un ponte che collega due orizzonti distanti, quello storico/ classicheggiante a quello urbano/contemporaneo. In questo nuovo nucleo di opere, altresì, per Vincenzo Rusciano è il segno grafico che gioca un ruolo importante, poiché il disegno è il ‘modello’ di sintesi- semplificazione del nostro pensiero, la vera consapevolezza, come chi riassume un pensiero in poche parole, così lui interpreta e sintetizza, nella più completa padronanza della materia scultorea, per ridurre l’intero vissuto artistico e professionale degli ultimi anni al solo scheletro, all’essenza, in una rielaborazione di esperienza di vita.

In occasione della mostra, verrà realizzato un catalogo, con un testo del collezionista Massimo Lauro

Vincenzo Rusciano, nato a Napoli nel 1973. Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private italiane ed estere, tra cui: Collezione Madre – Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli; MAC – Museo d’Arte Contemporanea Lissone, MB; Collezione Museo della scultura contemporanea, Gubbio; Collezione Ernesto Esposito, Napoli; Collezione Galerie Ernst Hilger, Vienna; Collezione Claudia Gianferrari, Milano-Roma; Collezione Angela e Massimo Lauro, Napoli-Città della Pieve. Tra le ultime mostre personali: “Nero Moto Perpetuo”, Museo Civico di Santa Maria dei Servi, Città della Pieve (PG), 2017, promossa da Il Giardino dei Lauri. Collezione Angela e Massimo Lauro; “Not so Bad in Capri”, Villa San Michele Foundation, Anacapri, 2016, curata da Maurizio Siniscalco; “Not so Bad” Galleria Annarumma, Napoli, 2016; “Echi dal bianco” Museo d’arte Contemporanea di Lissone, 2015, a cura di Alberto Zanchetta; “Sponda” Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, Napoli, 2014, a cura di Angela Tecce e Alberto Zanchetta; “Broken”, Galleria Annarumma, Napoli, 2011; “Deadline”, Annarumma404, Milano, 2008; “I’m not Spiteful”, NT Art Gallery, Bologna, 2007, a cura di Alberto Zanchetta; “Neverland”, Changing Role Gallery, Napoli, 2006. Tra le ultime mostre collettive: “Incontri”, Chiesa dell’Annunziata, Teano (Ce), 2018, patrocinata dal Comune di Teano in collaborazione con Galleria Nicola Pedana e Carlo Cinque; “Ixion. La collezione, la sua evoluzione e la ricerca culturale al servizio della città”, MAC Museo d’arte contemporanea, Lissone, 2018; “Per_formare una collezione”, Madre_Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli, a cura di Andrea Viliani e Silvia Salvati; “Made in Naples”, Banca Widiba, Napoli, 2017, a cura di Fabio Agovino e Francesca Blandino; “Senza Frontiere”, Parco d’Arte Quarelli, Roccaverano AT, 2017, curata da Alessandro Demma; “The Go-Between. Una selezione di artisti internazionali dalla Collezione di Ernesto Esposito” Museo di Capodimonte, Napoli, 2014, a cura di Eugenio Viola; “Passaggi. Dalla collezione privata di Ernesto Esposito”, Museo di Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio, Caserta, 2011, a cura di Massimo Sgroi; “A.D.D. Attention Deficit Disorder”, Palazzo Lucarini, Trevi (PG), 2010, a cura di Benjamin Godsill; “Il Giardino dei Lauri, Collezione Angela e Massimo Lauro”, Città della Pieve (PG), 2009; “Sistema Binario”, Stazione Metropolitana di Mergellina, Napoli, 2008, a cura di Adriana Rispoli e Eugenio Viola; “La Casa degli Artisti. Dalla Collezione Murri di Arte Contemporanea”, Palazzo D’Accursio, Bologna, 2008, a cura di Valerio Dehò; “Ironia domestica”, Museion di Bolzano, 2007, a cura di Letizia Ragaglia; “Open Space”, Centro Culturale Candiani, Venezia, 2006, a cura di Lara Facco e Alberto Zanchetta.


PAOLO BINI. MEDITERRANEO ROSSO E ORO

PAOLO BINI. MEDITERRANEO ROSSO E ORO

INAUGURAZIONE
5 OTTOBRE 2018 ore 18:30
DAL 5 OTTOBRE
AL 12 NOVEMBRE 2018 —
A site-specific project fot Palermo

Naufragi rosso e oro nell’opera di Paolo Bini
a cura di Valentino Catricalà

Una stanza buia, una penombra, un ambiente suggestivo all’interno del quale ci immergiamo. Qualcosa è illuminato all’interno, sulla destra un dipinto inclinato dal basso verso l’alto, come a indicare una direzione: l’inizio di un viaggio. È il viaggio che Paolo Bini fa intraprendere al visitatore una volta che il suo corpo viene inglobato all’interno della bellissima Cappella dell’Incoronazione del Riso, Museo regionale d’arte contemporanea della Sicilia.

Un viaggio che si sviluppa spazialmente – il percorso fisico della mostra – ma anche temporalmente – su una stratificazione temporale che dall’oggi ci collega direttamente alla storia, alle radici, di un luogo simbolico come il mediterraneo.

Concentrandoci un po’ ci rendiamo conto che l’opera sulla destra ha una natura ondulata “Mediterraneo con riflessi oro”, la superficie è rappresentata da leggere onde di sfumature di bianco e oro, frutto di una tecnica in via di sperimentazione dall’artista. E’ proprio su queste onde che il nostro occhio inizia la sua navigazione in un ambiente che l’artista ha meditato dopo un lungo studio della città e della sua terra.

Quella di Bini è un’installazione che va osservata come una entità unica, un ambiente: un’opera creata appositamente per quel particolare luogo che è la Cappella dell’Incoronazione. Un luogo molto suggestivo ed estremamente caratteristico – nel senso di “pieno di carattere” – e intenso, opposto alla superficie piana, primaria, del white cube. Se lo spazio del white cube è uno spazio primario, un “grado zero” disposto ad accogliere qualsiasi possibilità, nel quale tutti i segni e tutte le opere sono possibili, quello della Cappella è invece uno spazio pieno, nel quale tanti, molti, segni sono stati presenti, nella sua storia, nei passaggi temporali umani e corporei che lo hanno determinato.

Non è facile confrontarsi con uno spazio del genere, non si possono semplicemente posizionare delle opere, lo spazio va vissuto, sentito, odorato, in un confronto e scontro di rispetto e aggressività.

E così il moto ondulato dell’opera iniziale è ripreso con il colore rosso nella seconda grande opera posta nei pressi dell’abside. L’occhio naviga tra le onde di un mare simbolico composto di sfumature di colore tra il rosso e l’oro. Sfumature di rosso, di oro, di giallo, che si fanno di volta in volta più o meno rosee. Sfumature, come sfumato è il nostro tentativo di coglierle in una rappresentazione. Un mare, un cielo, la terra? Non sappiamo. Sappiamo solo che esse sono in movimento, vibrano sui nostri occhi proprio come l’acqua riflessa dalla luce quando guardiamo il mare.

Questo è l’invito dell’artista: guardare le due opere con un movimento diagonale, una inclinazione visiva che detta un cammino. Si scende, ancora, nella parte sotto della cripta dove Bini ha realizzato due opere pittoriche, due installazioni come sostegni attraversabili, oltre i quali si intravede un dipinto che apre una finestra sul tema sul sogno.

Un viaggio quello dello spettatore che si tramuta in naufragio nel percorso in apparenza lineare proposto dall’artista, accompagnato, sin dall’inizio del suo processo, da un riferimento , quella dell’immagine del dipinto di Thèodore Gèricault, “La zattera della Medusa” del 1819. Il grande stimolo dato dal celebre dipinto è quello dell’infinito tentativo di cogliere e di capire cosa si cela dietro quel rapporto terra-mare, mediterraneo-Sicilia. Un rapporto stratificato che pone le proprie basi sull’idea di intreccio di culture, di razze, di architetture, di storie, di dominazioni, all’interno del quale il mare – il mediterraneo nella sua valenza fisica e simbolica – acquisisce un’importanza particolare.

Bini riscrive uno spazio espositivo, già intriso di stratificazioni culturali (cattoliche, normanne, saracene, ecc.) utilizzando il materiale simbolico di due colori e di tutte le loro sfumature.

Il rosso della vegetazione, degli alberi, delle foglie, della terra Siciliana, di Palermo; il rosso della simbologia orientale, ma anche il rosso del sangue che macchia il mar mediterraneo dai tempi dei tempi. Un rosso che si ribalta nel suo opposto concettuale, l’oro del misticismo, del mistero. Non è un caso che a inspirare il colore oro all’artista sia stato il Duomo Di Monreale, uno dei principali esempi di arte bizantina. E non è un caso, ancora, che a caratterizzare l’arte bizantina, e il Duomo, sia proprio l’oro, dove questo sta a indicare la porta di collegamento con la divinità, il mistero, la fede.

Il viaggio che noi come spettatori intraprendiamo una volta entrati nello spazio espositivo è, in realtà, un naufragio. Il naufragio della ragione, il naufragio dei sensi, il naufragio di categorie applicate troppo facilmente a culture che non conosciamo. Immergersi in questo naufragio vorrebbe dire ritrovare quel rapporto con la conoscenza che troppo spesso perdiamo e che l’arte, forse, ancora può farci toccare.

Paolo Bini (Battipaglia, SA, 1984) si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli in Scenografia, studiando con Salvatore Michelino e Massimo Bignardi. Nel 2007 è stato assistente dello scenografo Gerardo Viggiano al Cinespettacolo del Grancia di Brindisi Montagna.

FORMAZIONE

2002 – 2007
Diploma Scenografia, Accademia di Belle Arti, Napoli, Italia

RESIDENZE

2010 – Museo San Francisco de Asys, Havana, Cuba, a cura del Centro Di Sarro;
2010 – GRAD Kultural Center, Belgrado, Serbia, a cura di Componibile62;
2013 – ARP, SMAC gallery, Cape Town, Sudafrica a cura del Centro Di Sarro;

 

OPERE IN COLLEZIONI PUBBLICHE

Fondazione Donna Regina Museo MADRE, Napoli, Italia
Collezione del Premio Cairo, Milano, Italia
Collezione del Centro Luigi Di Sarro, Roma, Italia
Leeu Collection, Franshhoek, Sudafrica
Public Works Collection, Cape Town, Sudafrica

Varie collezioni private internazionali

MOSTRE PERSONALI

2018

Mediterraneo rosso e oro, a cura di Valentino Catricalà, Cappella dell’Incoronata, Museo Riso, Palermo, Italia
La pittura, giorno dopo giorno, a cura di Luca Beatrice, Galleria Alberto Peola, Torino, Italia
Colourscape, CIRCA Gallery, Johannesburg, Sudafrica

2016

Left Behind, a cura di Luca Beatrice, Reggia di Caserta, Caserta, Italia
Al di là del Quadro / Beyond the painting, Everard Read Gallery, Cape Town, Sudafrica

2015
Behind the visible, a cura di Ivan Quaroni, Galleria ABC Arte, Milano, Italia
Astrazione modulare, a cura di Valerio Dehò, Fornace Falcone, Eboli (SA), Italia

2014
Contaminazioni [con Donald Baechler] a cura di Enzo Battarra, Galleria Nicola Pedana, Caserta, Italia
Panoramiche emozionali, con un testo di Claudia Gennari, CerrutiArte, Genova , Italia
Paintings on tape, Casa Turese arte contemporanea, Vitulano (BN), Italia
Altri viaggi, a cura di Maria Letizia Paiato, Casa Ludovico Ariosto, Ferrara, Italia

2013
Paolo Bini. Brink of the ocean, a cura di Alessandra Atti Di Sarro ed Emma Vandermerwe, SMAC Gallery, Cape Town, Sudafrica
Colour absence in suspense, con un testo di Martino Cappai, Plesso Mattioli, Siena, Italia
Kalodiki, CerrutiArte, Genova , Italia

2011
Un proyecto especìfìco [con Catherine Biocca] a cura di Alessandra Atti Di Sarro, Centro Documentazione Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, Roma, Italia

2010
Un proyecto especìfìco [con Catherine Biocca] a cura di Alessandra Atti Di Sarro, Museo San Francisco de Asìs, La Habana, Cuba
Colour absence, in suspense, a cura di Massimo Bignardi, Museo Palazzo Bianco, Genova, Italia

2009
Paolo Bini. Opere recenti,a cura di Massimo Bignardi, Galleria Il Catalogo, Salerno, Italia

Paolo Bini, a cura di Massimo Bignardi, Centro Documentazione Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, Roma, Italia

2008
Casellari della memoria, a cura di Claudia Gennari, Palazzo San Galgano, Siena, Italia

 

MOSTRE COLLETTIVE

2018

Incontri, Ex Chiesa dell’Annunziata, Teano, Caserta, Italia
Per_formare una collezione: Per un archivio dell’arte in Campania, a cura di Andrea Viliani e Silvia Salvati, Fondazione Donna Regina – Museo MADRE, Napoli, Italia

2017
Souther abstraction, Everard Read Gallery, Londra, Inghilterra

Spectrum, CIRCA Gallery, Johannesburg, Sudafrica

Geometrie e colori, a cura di Massimo Bignardi, Pinacoteca Provinciale, Salerno, Italia
Hardline, CIRCA Gallery, Cape Town, Sudafrica

2016
Premio Cairo, XVII Edizione, a cura di Michele Bonuomo, Palazzo Reale, Milano, Italia

Beyond, a cura di Valerio Dehò, Art Forum, Bologna, Italia
Principio d’indeterminazione, a cura di Ivan Quaroni, ABC Arte, Genova, Italia
Abstraction ?Bini, Dalbis, Olivier, Tirelli, Galerie Placido, Parigi, Francia

2015
Cromatici, a cura di Pasquale Ruocco, CerrutiArte, Genova, Italia
Empire, Everard Read Gallery, Cape Town, Sudafrica
Prima Pagina Art Prize, a cura di Valerio Dehò, gallery hall Arte Fiera, Bologna, Italy

2014
Show_Yourself@Madre, a cura di Andrea Viliani, Fondazione Donna Regina – Museo MADRE, Napoli
Summer Season, Everard Read Gallery, Cape Town, Sudafrica
Premio Celeste, a cura di Lorenzo Benedetti, Assab-one, Milano, Italia
Approdi e naufragi, a cura di Marco Alfano, Palazzo Mezzacapo, Maiori (SA), Italia
Premio Griffin, a cura di Ivan Quaroni, Fabbrica del Vapore, Milano, Italia

2013
Opere dalla Collezione Permanente, a cura di Pasquale Ruocco, Museo FRAC, Baronissi (SA), Italia
Verticalità, a cura di Walter Vallini, Museo-CAMeC, La Spezia, Italia

2012
Verticalità, a cura di Walter Vallini, Sala Dogana, Genova, Italia
Green Dreams, a cura di Massimo Bignardi, Tempio di Pomona, Salerno, Italia
InterRail, a cura di Marcella Ferro e Pasquale Ruocco, Art’s Events, Torrecuso (BN), Italia

2011
Collezione Permanente del MUSEO FRAC, a cura di Massimo Bignardi, Museo FRAC, Baronissi (SA), Italia
Nuove Rotte della Pittura, a cura di Pasquale Ruocco, Museo degli Arsenali, Amalfi (SA), Italia
Spazi dell’anima, a cura di Massimo Bignardi, Chiesa dell’Annunziata, Marcianise (CE), Italia

2010
Naples@Beograd, a cura di Componibile62, GRAD – Kultural Center, Belgrado, Serbia
Premio Mario Razzano, IV Edizione, Museo – ARCOS, Benevento, Italia
XIII Settimana della Cultura Italiana, a cura di Alessandra Atti Di Sarro, Museo Convento de San Francisco     de Asìs, La Habana, Cuba
VI Festival delle Lettere, Buste dipinte, a cura di Luisa Castellini, Teatro Dal Verme, Milano, Italia

2009
Sguardi irrequieti, a cura di Marcella Ferro e Pasquale Ruocco, Castello dell’Abate, Castellabate (SA), Italia
La défènse: priorità dello spazio e necessità del tempo, a cura di Pasquale Ruocco, Fës, Minori (SA), Italia
Persistenze sul confine dell’immagine, a cura di Massimo Bignardi, Museo MAT, San Severo (FG), Italia

2008
Africa action, artisti per l’Africa, a cura di Pasquale Ruocco, Chiesa S.Maria a Gradillo, Ravello (SA), Italia
Espressiva, from expressionism, a cura di Massimo Bignardi, Galleria PositanoNewArt, Positano (SA), Italia

2007
Echi temporanei, a cura di Marcella Ferro, FRAC – Baronissi (SA), Italia
VIII Premio Biennale d’Arte Contemporanea, a cura di Roberto Zambelli, Torre Strozzi, Perugia, Italia

2005
Contraddizioni della pittura, XVI Premio d’Arte Camposauro, a cura di Massimo Bignardi, Ex carcere, Vitulano (BN), Italia


IVANO TROISI

IVANO TROISI

INAUGURAZIONE
7 APRILE 2018 ore 18:30
DAL 7 APRILE
AL 20 MAGGIO 2018 —
con testi di Luca Beatrice e Alessandra Troncone


MATTEO MONTANI. UNFOLDING

MATTEO MONTANI. UNFOLDING

INAUGURAZIONE
19 NOVEMBRE 2017 ore 17:30
FINO AL 30 GENNAIO 2018 —

Matteo Montani è un artista noto ai più per la sua produzione pittorica su carta abrasiva, che lo vede protagonista da circa un decennio sulla scena artistica nazionale con i suoi quadri di paesaggi mentali e rarefatti sempre in bilico, sospesi tra un contesto di meditativa intimità e di apparizioni che si articolano in una dimensione rivelatoria. Per questo nuovo progetto alla Galleria Nicola Pedana l’artista propone un linguaggio rinnovato sia per tecnica che per contenuti iconografici.

La mostra, a cura di Alessandra Troncone, prevede la realizzazione di un wall drawing su uno dei muri della galleria utilizzando la tecnica della “pittura a scomparsa” (vanishing painting) per dar vita a figure che appaiono e scompaiono alla vista grazie a una particolare tecnica messa a punto dall’artista che prevede l’abrasione diretta su tavola o parete di strati successivi di colore, poi interamente nascosti dal bianco. Montani lascia dunque emergere le figure per poi ricoprirle di nuovo; il processo viene completato dalla presenza di un nebulizzatore d’acqua che, irrorando la superficie del muro, permette la loro “riemersione” e poi successiva “sparizione”, una volta asciugatasi la superficie. La realizzazione del wall drawing sarà accompagnata dall’esposizione di altre opere tutte facenti parte di questo ultimo ciclo nel quale l’artista per la prima volta si concentra sullo studio della figura umana, riflettendo sui temi della visione, della memoria e della transitorietà.

Matteo Montani è nato a Roma nel 1972

Nel corso della sua carriera ha collaborato in maniera continuativa con la Galleria L’Attico di Fabio Sargentini (2005/2017), esponendo anche con altre gallerie quali Marilena Bonomo a Bari, Sergio Casoli a Milano, Valentina Bonomo a Roma, Otto Gallery a Bologna e Luca Tommasi Arte Contemporanea.

Nel 2001 è vincitore del XL Premio Suzzara. Nel 2008 partecipa alla Quadriennale di Roma e tiene la sua prima mostra museale al MAR di Ravenna. Del 2011 è la sua prima mostra personale all’estero al Museum Am Dom di Wuerzburg in Germania, città che ospita anche una sua grande opera all’interno del Duomo. Nel 2013 è vincitore del premio speciale Orenio Michetti. Espone a New York nel 2010 e nel 2016, presso la Elkon Gallery. Nel 2015, a seguito della mostra personale Andarseneal Museo Andersen di Roma, la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea acquisisce una sua opera sperimentale: una scultura che, sciogliendosi, diventa un’opera bidimensionale.

Sue opere si trovano in prestigiose collezioni quali la Collezione Artefiera di Bologna, la collezione Unicredit e la collezione Vaf, oltre che in importanti collezioni private in Europa e negli Stati Uniti.


VITTORIO MESSINA. IN UN CERTO SENSO INFINITO

VITTORIO MESSINA. IN UN CERTO SENSO INFINITO

INAUGURAZIONE
25 MARZO 2017 ore 19:00
DAL 25 MARZO
AL 22 MAGGIO 2017 —

In un certo senso infinito vuole essere un titolo di una mostra, ma anche una provocazione intellettuale, un modello visivo, una comunicazione estetica, un’affermazione che sollecita domande.

Cosa si nasconde nel certo di un senso infinito?

Certo come certezza o, al contrario, come modo in(de)finito e vago di esprimere un significato?

E senso allude all’aspetto sensibile dell’esperienza, quello appunto dei sensi, o al significato, alla direzione? Come se esistesse un senso dell’infinito, una direzione infinita?

Tutto dipenderà appunto da come interpreteremo l’infinito compreso nel titolo. Concetto di per sé impensabile nella sua interezza, proprio perché senza fine e quindi senza limiti per esseri finiti e limitati come noi, l’infinito lo possiamo solo dire o scrivere, simboleggiare (∞), avviare in sequenze numeriche (1…3…5…7…11…13…), ma mai fisicamente contenere.

Vittorio Messina è un artista a cui piace sfidare inafferrabili e sottili inquietudini, praticando installazioni che vogliono spingersi oltre la loro pur oggettiva materialità costruttiva. Le sue opere sono tentativi di uscire dalla gabbia del pensiero razionale, dalle ovvietà dei dati sensibili, dai dogmatismi del trascendente, anzi ambiscono in un certo senso a fondere razionalità-sensibilità-metafisica nell’opera d’arte.

Oltre la metafora, oltre l’analogia, forse l’opera di Vittorio Messina è da sempre in cerca di un’estetica basata proprio sull’in un certo senso, essenza stessa dell’Arte, che è a sua volta un concetto inafferrabile, non delimitabile, illimitato.

Ovvero, in un certo senso, infinito.

Testo di Marco Tonello


PAOLO BINI. LEFT BEHIND

PAOLO BINI. LEFT BEHIND

INAUGURAZIONE
18 DICEMBRE 2016 ore 17:00
FINO AL 18 GENNAIO 2017 —

— REGGIA DI CASERTA
APPARTAMENTI STORICI DEL '700
RETROSTANZE (EX TERREMOTUS)

Paolo Bini (Battipaglia, Salerno, 1984, dove vive e lavora). Si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli al Dipartimento di Scenografia, ha studiato con Massimo Bignardi e Salvatore Michelino. Nel 2007 è stato Assistente dello Scenografo Gerardo Viggiano presso il Cinespettacolo della Grancia, a Brindisi di Montagna. L’esperienza nel campo della scenografia ha contribuito, ed ancora oggi contribuisce, alla ricerca di una “messa in scena” delle sue opere nei singoli ambienti in cui sono realizzate o esposte. Nel 2008, dopo la mostra Casellari della Memoria presso l’Università di Siena-Palazzo San Galgano, una sua opera entra nella Collezione d’arte contemporanea della Scuola di Specializzazione dell’Università di Siena, mentre l’anno seguente un’altra opera entra a far parte della Collezione permanente del Museo-FRAC, Baronissi. Nel 2010 tiene una mostra personale presso Museo Palazzo Bianco, Genova, e successivamente partecipa alla Residenza Artistica presso il Grad Kultural Center di Belgrado, a cura di Componibile62, e lavora per un periodo a L’Avana, nell’ambito di un progetto a cura del Centro Di Sarro, Roma. In questa occasione partecipa alla XIII Settimana della Cultura e della Lingua Italiana presso il Museo San Francisco de Asìs, nella capitale cubana. Questi due viaggi segnano profondamente l’esperienza artistica di Bini, che approfondisce la sua ricerca su tematiche quali la dissolvenza e l’atmosfera. Nel 2013 è il primo artista ad inaugurare la Residenza ARP del Centro Documentazione Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro a Cape Town, in Sud Africa, e in quell’occasione tiene nella stessa città, presso la Provenance House, la mostra personale Brink of the Ocean.  Nel 2014 il Museo Casa Ludovico Ariosto a Ferrara ospita una sua mostra personale, a cui fa seguito la doppia personale con Donald Baechler presso la Galleria Nicola Pedana di Caserta e, successivamente, la presentazione di un’opera site-specific presso il museo MADRE di Napoli, nell’ambito di Show_Yourself@Madre. Nel 2015 entra a far parte della Presidential Collection of Public Works, Cape Town, e della Leuu Collection, Franschhoek. L’anno successivo tiene la sua seconda personale in Sudafrica, presso la Everard Read Gallery, e una sua opera entra a far parte della collezione permanente del museo MADRE. Ha recentemente vinto la XVII edizione del Premio Cairo.

Paolo Bini (Battipaglia, SA, 1984) si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli in Scenografia, studiando con Salvatore Michelino e Massimo Bignardi. Nel 2007 è stato assistente dello scenografo Gerardo Viggiano al Cinespettacolo del Grancia di Brindisi Montagna.

FORMAZIONE

2002 – 2007
Diploma Scenografia, Accademia di Belle Arti, Napoli, Italia

RESIDENZE

2010 – Museo San Francisco de Asys, Havana, Cuba, a cura del Centro Di Sarro;
2010 – GRAD Kultural Center, Belgrado, Serbia, a cura di Componibile62;
2013 – ARP, SMAC gallery, Cape Town, Sudafrica a cura del Centro Di Sarro;

OPERE IN COLLEZIONI PUBBLICHE

Fondazione Donna Regina Museo MADRE, Napoli, Italia
Collezione del Premio Cairo, Milano, Italia
Collezione del Centro Luigi Di Sarro, Roma, Italia
Leeu Collection, Franshhoek, Sudafrica
Public Works Collection, Cape Town, Sudafrica

Varie collezioni private internazionali

MOSTRE PERSONALI

2018

Mediterraneo rosso e oro, a cura di Valentino Catricalà, Cappella dell’Incoronata, Museo Riso, Palermo, Italia
La pittura, giorno dopo giorno, a cura di Luca Beatrice, Galleria Alberto Peola, Torino, Italia
Colourscape, CIRCA Gallery, Johannesburg, Sudafrica

2016

Left Behind, a cura di Luca Beatrice, Reggia di Caserta, Caserta, Italia
Al di là del Quadro / Beyond the painting, Everard Read Gallery, Cape Town, Sudafrica

2015
Behind the visible, a cura di Ivan Quaroni, Galleria ABC Arte, Milano, Italia
Astrazione modulare, a cura di Valerio Dehò, Fornace Falcone, Eboli (SA), Italia

2014
Contaminazioni [con Donald Baechler] a cura di Enzo Battarra, Galleria Nicola Pedana, Caserta, Italia
Panoramiche emozionali, con un testo di Claudia Gennari, CerrutiArte, Genova , Italia
Paintings on tape, Casa Turese arte contemporanea, Vitulano (BN), Italia
Altri viaggi, a cura di Maria Letizia Paiato, Casa Ludovico Ariosto, Ferrara, Italia

2013
Paolo Bini. Brink of the ocean, a cura di Alessandra Atti Di Sarro ed Emma Vandermerwe, SMAC Gallery, Cape Town, Sudafrica
Colour absence in suspense, con un testo di Martino Cappai, Plesso Mattioli, Siena, Italia
Kalodiki, CerrutiArte, Genova , Italia

2011
Un proyecto especìfìco [con Catherine Biocca] a cura di Alessandra Atti Di Sarro, Centro Documentazione Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, Roma, Italia

2010
Un proyecto especìfìco [con Catherine Biocca] a cura di Alessandra Atti Di Sarro, Museo San Francisco de Asìs, La Habana, Cuba
Colour absence, in suspense, a cura di Massimo Bignardi, Museo Palazzo Bianco, Genova, Italia

2009
Paolo Bini. Opere recenti,a cura di Massimo Bignardi, Galleria Il Catalogo, Salerno, Italia

Paolo Bini, a cura di Massimo Bignardi, Centro Documentazione Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, Roma, Italia

2008
Casellari della memoria, a cura di Claudia Gennari, Palazzo San Galgano, Siena, Italia

MOSTRE COLLETTIVE

2018

Incontri, Ex Chiesa dell’Annunziata, Teano, Caserta, Italia
Per_formare una collezione: Per un archivio dell’arte in Campania, a cura di Andrea Viliani e Silvia Salvati, Fondazione Donna Regina – Museo MADRE, Napoli, Italia

2017
Souther abstraction, Everard Read Gallery, Londra, Inghilterra

Spectrum, CIRCA Gallery, Johannesburg, Sudafrica

Geometrie e colori, a cura di Massimo Bignardi, Pinacoteca Provinciale, Salerno, Italia
Hardline, CIRCA Gallery, Cape Town, Sudafrica

2016
Premio Cairo, XVII Edizione, a cura di Michele Bonuomo, Palazzo Reale, Milano, Italia

Beyond, a cura di Valerio Dehò, Art Forum, Bologna, Italia
Principio d’indeterminazione, a cura di Ivan Quaroni, ABC Arte, Genova, Italia
Abstraction ?Bini, Dalbis, Olivier, Tirelli, Galerie Placido, Parigi, Francia

2015
Cromatici, a cura di Pasquale Ruocco, CerrutiArte, Genova, Italia
Empire, Everard Read Gallery, Cape Town, Sudafrica
Prima Pagina Art Prize, a cura di Valerio Dehò, gallery hall Arte Fiera, Bologna, Italy

2014
Show_Yourself@Madre, a cura di Andrea Viliani, Fondazione Donna Regina – Museo MADRE, Napoli
Summer Season, Everard Read Gallery, Cape Town, Sudafrica
Premio Celeste, a cura di Lorenzo Benedetti, Assab-one, Milano, Italia
Approdi e naufragi, a cura di Marco Alfano, Palazzo Mezzacapo, Maiori (SA), Italia
Premio Griffin, a cura di Ivan Quaroni, Fabbrica del Vapore, Milano, Italia

2013
Opere dalla Collezione Permanente, a cura di Pasquale Ruocco, Museo FRAC, Baronissi (SA), Italia
Verticalità, a cura di Walter Vallini, Museo-CAMeC, La Spezia, Italia

2012
Verticalità, a cura di Walter Vallini, Sala Dogana, Genova, Italia
Green Dreams, a cura di Massimo Bignardi, Tempio di Pomona, Salerno, Italia
InterRail, a cura di Marcella Ferro e Pasquale Ruocco, Art’s Events, Torrecuso (BN), Italia

2011
Collezione Permanente del MUSEO FRAC, a cura di Massimo Bignardi, Museo FRAC, Baronissi (SA), Italia
Nuove Rotte della Pittura, a cura di Pasquale Ruocco, Museo degli Arsenali, Amalfi (SA), Italia
Spazi dell’anima, a cura di Massimo Bignardi, Chiesa dell’Annunziata, Marcianise (CE), Italia

2010
Naples@Beograd, a cura di Componibile62, GRAD – Kultural Center, Belgrado, Serbia
Premio Mario Razzano, IV Edizione, Museo – ARCOS, Benevento, Italia
XIII Settimana della Cultura Italiana, a cura di Alessandra Atti Di Sarro, Museo Convento de San Francisco     de Asìs, La Habana, Cuba
VI Festival delle Lettere, Buste dipinte, a cura di Luisa Castellini, Teatro Dal Verme, Milano, Italia

2009
Sguardi irrequieti, a cura di Marcella Ferro e Pasquale Ruocco, Castello dell’Abate, Castellabate (SA), Italia
La défènse: priorità dello spazio e necessità del tempo, a cura di Pasquale Ruocco, Fës, Minori (SA), Italia
Persistenze sul confine dell’immagine, a cura di Massimo Bignardi, Museo MAT, San Severo (FG), Italia

2008
Africa action, artisti per l’Africa, a cura di Pasquale Ruocco, Chiesa S.Maria a Gradillo, Ravello (SA), Italia
Espressiva, from expressionism, a cura di Massimo Bignardi, Galleria PositanoNewArt, Positano (SA), Italia

2007
Echi temporanei, a cura di Marcella Ferro, FRAC – Baronissi (SA), Italia
VIII Premio Biennale d’Arte Contemporanea, a cura di Roberto Zambelli, Torre Strozzi, Perugia, Italia

2005
Contraddizioni della pittura, XVI Premio d’Arte Camposauro, a cura di Massimo Bignardi, Ex carcere, Vitulano (BN), Italia


VINCENZO FRATTINI / VIVIANA VALLA. INSIDE AND OUTSIDE THE WALL

VINCENZO FRATTINI / VIVIANA VALLA. INSIDE AND OUTSIDE THE WALL

INAUGURAZIONE
12 NOVEMBRE 2016 ore 19:00
DAL 12 NOVEMBRE 2016
AL 8 GENNAIO 2017 —

Vincenzo Frattini (Salerno, 1978) e Viviana Valla (Voghera, 1986) intrecceranno le loro metodologie di ricerca artistica per una doppia personale alla galleria Nicola Pedana Arte Contemporanea di Caserta.
Il lavoro dei due artisti muove da presupposti che si innestano sui dettami della pittura analitica e dell’astrattismo geometrico, pur giungendo ad esiti opposti ma tra loro complementari.
Le opere che si presenteranno in tale occasione si rapporteranno con lo spazio e con lo spettatore procedendo per sottrazione o per aggiunte: ad una riduzione della rappresentazione tramite sottrazione pittorica, farà da contraltare una produzione di oggetti artistici proposti e riproposti in combinazioni sempre nuove, con improvvise aggiunte e stratificazioni.
Il limite imposto storicamente dal quadro sarà, dunque, il punto di partenza e di arrivo dell’intera mostra: la pittura, ma l’arte in generale, non ha più bisogno di rappresentare qualcosa per essere legittimata, ma è sufficiente che parta da sé stessa, analizzando il rapporto tra l’artista e l’oggetto prodotto e tra l’azione dell’artista e la traccia che di essa resta.
In una società che, con sempre maggior veemenza, vive di apparenza e spettacolarità e nella quale le immagini prolificano a tal punto da autodistruggersi dando vita a processi di cannibalismo visivo, l’equilibrio coloristico e formale proposto da Vincenzo Frattini e Viviana Valla, congiuntamente alla semplicità (solo apparente) delle loro composizioni e alla nettezza delle loro forme, restituisce allo spettatore una metafora del mostrare e del nascondere, dell’indicare e dell’alludere ed una risposta alla contemporanea civiltà della finzione, dell’apparenza e Le ambiguità formali dei due artisti e l’utilizzo della pittura portata ai limiti dell’astrazione pura, si esplicitano in campi geometrici di colore ed in un uso consapevole delle forme verso un fine fortemente espressivo.
I punti di partenza della ricerca di Frattini e Valla, dall’astrattismo geometrico alla pittura analitica passando per l’arte concreta, sono, dunque, reinterpretati  dai due artisti attraverso materiali e mezzi non convenzionali: se per Viviana Valla carte recuperate, post-it e schotch restituiscono la superfice della tela come qualcosa da esplorare dal fondo alla superfice, per Vincenzo Frattini l’utilizzo del trapano e del colore rendono fortemente espressionista il gesto artistico, invitando lo spettatore ad oltrepassare la superfice per andare sempre più nella profondità delle opere.
Vincenzo Frattini (Salerno,1978) Si diploma in Pittura nel 2005 presso l’ Accademia di Belle  Arti di Napoli, corso sperimentale “Quartapittura” coordinato dai maestri  Ninì Sgambati e Franz Iandolo. Nel 2008 consegue la specializzazione in Grafica per l’ editoria sempre presso l’ Accademia di Belle Arti di Napoli.
Vive e lavora a Campagna (SA)

Mostre principali

2013

Territorio Indeterminato (artisti in dialogo con le opere di Gianni De Tora), a cura di Stefano Taccone, Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli
Il futuro arriva sempre, opera selezionata per il calendario 2013, Ass. Archiattack, Benevento

2011

La giovinezza reale e l’irreale maturità, a cura di Antonello Tolve, Confindustria Salerno

2008

Sintesi Luglio 2008, Accademia di Belle Arti di Napoli
Play Again, Galleria Paola Verrengia, Salerno
One line fifty cents , Accademia di Belle Arti di Napoli

2007

Eterotopie/Eterocromie, a cura di Maria Giovanna  Mancini, Fondazione Menna, Salerno
Premio Celeste, ( IV edizione ) a cura di Gianluca Marziani, Istituto superiore antincendi di Roma, finalista sezione video
Echi Temporanei, a cura di Marcella Ferro, Fondo Regionale d’Arte Contemporanea, Baronissi, (SA)

2006

59 Seconds video festival, Galapagos art space  Brooklyn, New York, PAN  Napoli
Il Vuoto e il Pieno, Lanificio 25, Napoli
Loading, a cura di Francesca Boenzi, Castello Baronale di Acerra (NA)
Oltre il giardino, Accademia di Belle Arti di Napoli
Il Vuoto e il Pieno,  Accademia di Belle Arti di Napoli

2005

Personale, Schede/2005 giovane arte a Salerno, a cura di Massimo Bignardi, Galleria Selezioni d’arte Salerno
Cielò, Accademia di Belle Arti di Napoli
Invenit, Castel dell’ Ovo, Napoli
Archeo doc fest, rassegna internazionale, Ercolano (NA)
Fair play, a cura di Laura Carcano, Rassegna di video arte, Complesso Monumentale di Santa Sofia, Salerno
Concorso di Idee, Castelnuovo, Napoli, Installazione fuori concorso

2004

Sogno comune, Galleria Lia Rumma / Libreria Feltrinelli, Napoli
Differenti sensazioni, Festival Internazionale delle Arti, Biella
Un altro mo(n)do è possibile, Accademia di Belle Arti di Napoli
Non è vero, non ci credo, ma ci vengo, Bacoli, (NA)

2003

Artists’s home Accademi di Belle Arti di Napoli
Palazzina Neoclassica museo d’ arte ambientale, Istallazione permanente, Giffoni Sei Casali, (SA)
Corto d’autore, 3° Rassegna Nazionale di registi indipendenti. Centro sociale “S. Della Porta” Avellino
Gangsta Accademia di Belle Arti di Napoli
IMMAGINA Settembre 2002 – Luglio 2003 Accademia di Belle Arti di Napoli
Expanding Plastic After Four, pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti di Napoli
Oltre,attuali scenari dell’arte a Salerno, a cura di Giada Caliendo, Complesso monumentale Santa Maria del Rifugio. Cava dei Tirreni (SA)

2002

Costantinopoli 107 A, nuove creatività in Campania, a cura di Massimo Bignardi, Centro storico Ripe San Ginesio, Macerata
Tempi di posa Villa Romana, Baronissi (SA)
New Genius  artisti segnalati, a cura di Esc, Casina Pompeiana, Villa Comunale di Napoli

Viviana Valla (Voghera, 1986), vive e lavora tra Milano e Casteggio.

Dopo essersi formata in Pittura all’Accademia di Brera a Milano, si specializza in Comunicazione e Organizzazione per l’arte Contemporanea. Dal 2007 partecipa a diversi eventi organizzati da: Arianna Baldoni, Ivan Quaroni. Nel 2010 espone al Palazzo della Permanente di Milano in occasione del Salon Primo ed è tra i vincitori del premio Assogestioni (Palazzo Mezzanotte). Nel 2011 partecipa alla mostra dei finalisti del Premio Nazionale delle Arti, tenutasi nello spazio espositivo di San Carpoforo. La sua prima mostra personale si è tenuta alla Galleria Monopoli di Milano nel maggio 2012. Nel 2013 è tra i finalisti del Premio AOP Academy. Nel 2014 viene nominata “ambassador” da Shiluette e partecipa alla mostra collettiva organizzata dall’azienda per il suo cinquantenario tenutesi durante il “Fuori salone”, nel dicembre dello stesso anno alla Fondazione per l’arte contemporanea- Rivoli Due di Milano, si è tenuta la sua seconda mostra personale dal titolo Beyond the White (Spaces). Le sue ultime mostre personali, sono “Sight Unseen”, a cura di Ivan Quaroni, presso lo spazio Marilyng in  Piazza Gae Aulenti, tramite la Galleria “ABC arte” di Genova e “Climbing a Tree” a cura di Domenico Maria Papa, presso lo Spazio Nuvole Arte Contemporanea di Montesarchio.

MOSTRE PERSONALI

2016    Climbing a tree, a cura di D. Maria Papa, Nuvole Arte Contemporanea, Montesarchio, BN

2015    Sight unseen, a cura di I. Quaroni, ABC-ARTE Genova, for Maryling, Piazza Gae Aulenti 1, Milano

2014    Beyond the White (Spaces), a cura di Ivan Quaroni, Fondazione Rivoli Due, Milano

2012        Minimi termini, a cura di Arianna Baldoni, Galleria Monopoli, Milano

MOSTRE COLLETTIVE

2016    Invisibile: solo arte italiana, galleria Giuseppe Pero, Milano

Principio d’indeterminazione, a cura di Ivan Quaroni, ABC_Arte,  Genova

2015     Shapes, Circoloquadro, Milano

Street Scape 4, a cura di Chiara Canali e Ivan Quaroni, sedi varie, Como

2014     La sottrazione dello stile della leggerezza, mostra tenutasi in occasione di Avant-litestyle, promosso da

Shiluette  per il Fuori Salone, Milano

2013        PostQards, a cura di Marta Cereda, Circoloquadro, Milano

Last Young, a cura di A. Baldoni, R. Farinotti, L. Respi, Villa Brivio, Nova Milanese (MB)

P2P – Panorma, a cura di Arianna Beretta e Vanni Cuoghi, Circoloquadro, Milano

Premio AOP Academy 2013, mostra dei finalisti, Palazzo Sole 24 Ore, Milano

L’arte che aiuta i bambini, a cura di Ivan Quaroni, Fiera Arte Accessibile, Palazzo Sole 24 Ore, Milano

Paesaggi possibili, a cura di Viola Invernizzi e Alessio Moitre, Galleria Moitre, Torino

2012        Seconda Pelle, Triennale di Milano, Milano

Buste dipinte – Festival delle lettere, a cura di L. Castellini, D. Rocca, C. Amato, Spazio Oberdan, Milano

X L’universo InVisibile – Un percorso tra astronomia e arte, Ex Chiesa di San Carpoforo, Milano

Premio Alberti 2012, a cura della Fondazione Giovanni Blini, Centro Giovanile Stoà e Biblioteca Civica, Busto Arsizio

Parola, Immagine-Un possibile viaggio, a cura di Franco Marrocco, Aula Magna, Liceo Classico Statale “Stefano Maria Legnani”, Saronno (VA)

2011      Premio Nazionale delle Arti, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano

Arte Giovane sull’Acqua, BIG SIZE ART- Idroscalo, Milano

Della Morte e dell’Illuminazione, Chiesa di S. Ambrogio della Vittoria, Parabiago (Mi)

2010     Salon Primo, Palazzo della Permanente, Milano

Statments 2010, a cura di Ivan Quaroni, SPAZIOINMOSTRA, Milano

Kilometro 20+1, a cura di Dany Vescovi, Torrione Farnese, Castell’Arquato (Pc)

Il risparmio con gli occhi degli artisti, Palazzo Mezzanotte, Milano

FORMAZIONE

2005     Diploma di scuola superiore al Liceo artistico “Bruno Cassinari”, Piacenza

2010     Laurea di primo livello in “Pittura” all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano

2013      Laurea specialistica di secondo livello in “Comunicazione e organizzazione per l’arte contemporanea” all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano

PREMI

2010   Finalista del “Salon primo”, Palazzo della Permanente, Milano

Finalista del Premio “Il risparmio con gli occhi degli artisti”, Palazzo Mezzanotte, Milano

2011 Finalista del “Premio Nazionale delle Arti”, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano

2012  Finalista “Premio Alberti 2012”, a cura della Fondazione Giovanni Blini, Busto Arsizio

2013  Finalista “Premio AOP Academy 2013”, Palazzo Sole 24 Ore, Milano